Il primo passo per vivere al 100%

Ricordo come fosse ieri quella strana e così familiare sensazione di essere sola al mondo e sempre in pericolo.

Ho passato molti anni in guerra con il Mondo come se dovessi sempre proteggermi da qualcosa. Probabilmente mi proteggevo dalla parte peggiore di me. Si perchè un tempo pensavo di me, senza saperlo, di essere una persona orribile e con tanti difetti.

E per difendermi da tutto ciò ho passato una vita a "combattere" con tutto e tutti, a difendermi con un fare aggressivo, lo facevo per proteggermi, non ero cattiva, semplicemente mi sono sentita tanto sola e spaventata.

Mi sono data una spiegazione  a tutto ciò, facendo un lungo lavoro su di me,  e ho capito e perdonato me stessa e tante persone che hanno fatto comunque il meglio che potevano in quel momento.

Ma capire non è bastato a darmi tranquillità. Conoscere il motivo e le origini di tutto quello che mi rendeva così, certamente mi ha aiutato ma non ha risolto. Ho dovuto sperimentarmi in un modo nuovo proprio come quando un bambino impara ad andare in bicicletta. Ed è in quel momento che è arrivato il Counseling nella mia vita.

E un bambino che per la prima volta sale su una bicicletta e comincia a pedalare cosa fa?  Con tanta paura comincia a pedalare ondeggiando sperando di trovare l'equilibrio, poi cade piange scoraggiato e si rialza perchè la voglia di imparare ad andare in bicicletta è più forte.

Così è stato per me "disabituarmi " ad una modalità che ormai era profondamente radicata  e abituarmi ad un nuovo modo di essere; attraverso l'esercizio, le cadute, il rialzarsi, il ripartire con le ginocchia sbucciate ho trovato il mio equilibrio. 

Un equilibrio che va rinnovato  e riconfermato ogni giorno con impegno  perchè  quella "brutta" idea  di noi che abbiamo acquisito nel nostro passato attraverso varie esperienze, sta lì silente pronta a farsi risentire appena cediamo un attimo.

Dalle nostre parti di dice "stare sul pezzo" e secondo me rende bene l'idea; non è permesso distrarsi o lasciarsi andare. Stare sul pezzo ogni giorno per accedere al meglio della nostra esistenza . E' quello che meritiamo!

Ho trovato il mio equilibrio con il Counseling e la meditazione che allora non conoscevo. Ho semplicemente capito che questa ricerca di  equilibrio dipendeva solo da me, dalle scelte che avrei fatto da quel giorno in poi,  dalla determinazione che avrei messo nel mio processo di cambiamento. In fondo anche io meritavo una vita piena e felice, perchè no? E così è stato.

So che molti di Voi conducono un'esistenza a metà (lo so perchè sono un Counselor e tanta gente si rivolge a me per migliorare la propria vita), qualcuno è più consapevole, qualcuno meno e comunque tutti cercano di trovare l'equilibrio giusto che li faccia galleggiare in questo mare. Quante volte davvero riuscite a sentirvi nel posto giusto al momento giusto?

Quante volte avete la sensazione che la vostra attività professionale o la vostra situazione  sentimentale sia esattamente quella per cui siete nati? quante volte riuscite ad esprimere voi stessi al cento per cento? quante volte sentite di dover ancora dire molto? perchè rimandate?

Ve lo dico subito, per cambiare la Vostra vita ci vuole tantissima determinazione e molto impegno; è possibile e umano scoraggiarsi a metà strada cercando di riacquisire le "vecchie" abitudini perchè in fondo in fondo.......è più facile no?  Ma dovete rialzarvi sempre e credere nella possibilità di una Vita migliore,  e come per incanto, impegnandovi, un giorno vi troverete, quasi senza accorgervene nella vita tanto desiderata. E' così che funziona e lo vedo ogni giorno. E ogni giorno mi sorprendo di come sia "semplice".

Semplicemente prendersi quello che meritiamo da sempre. E credete  se vi dico che ne  vale la pena e che il giorno in cui sentirete di vivere finalmente al 100% non avrete più bisogno di nulla.

Realizzare il proprio obiettivo con le proprie risorse, questo è tutto.

Elena


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Cosa è importante saper fare in caso di tradimento

Ogni volta che ho a che fare con una coppia che si rivolge a me dopo un tradimento, verifico immediatamente che in quella coppia, dal momento del tradimento,  c'è un tradito (vittima) ed un traditore (carnefice).

Non so come mai ma subito dopo un tradimento, all'interno di una coppia, scatta immediatamente questa dinamica vittima carnefice. E questo avvenimento (del tradimento) annulla "magicamente" tutto quello che è successo prima: rancori, litigi, urla, rabbia, delusioni...etc... per stabilire un nuovo equilibrio: vittima/ carnefice.

Così la coppia è fatta di due elementi di cui: uno che subisce ed uno (bastardo) che tradisce. E posso assicurarvi che questa nuova dinamica dolorosissima nella coppia può mantenersi per anni , senza, ovviamente, portare ad alcun superamento della cosa.

Ci si dimentica spesso che il tradimento, nella maggior parte dei casi, è una naturale conseguenza di una crisi esistente nella coppia, in cui entrambi hanno le loro responsabilità. A parte casi di traditori o traditrici seriali, arrivare al tradimento vuol dire soffrire da tempo in una relazione che non soddisfa più. E in una crisi di coppia ,ogni componente,  ha una responsabilità identica del 50%.

Quindi l'avvenimento del tradimento da parte di uno, viene visto non come l'occasione per guardarsi finalmente in faccia e capire cosa non va più e cosa si può fare, ma l'occasione per acquisire questi due nuovi ruoli (vittima e carnefice) dolorosissimi. Si perché sia la vittima che il carnefice soffrono enormemente; soffre il carnefice con grandi sensi di colpa, il quale si sente responsabile di questa tragedia (ricordo che non è così perché la coppia era già in crisi), soffre la vittima perché si sente tradita (dimenticando che forse da molto tempo la sua relazione era in crisi e che non stava facendo nulla per recuperarla).

Non voglio dire che tradire sia giusto, ma forse ad un certo punto  fisiologico si dopo anni di disattenzione. E non voglio credere che ci siano vittime: tutti siamo responsabili di una crisi di coppia; troppo facile uscirne come vittime, troppo facile.

Sarebbe stato meglio non arrivare al tradimento, sono d'accordo, ma una volta che è successo, è bene fare i conti con questo e, a mio avviso, farsi due fondamentali domane:

- Quanto sono in grado di uscire da questo ruolo di vittima o carnefice e prendermi tutte le mie responsabilità per aver trascurato troppo a lungo questa relazione?

- Quanto, una volta fatto questo, sono in grado di mettere da parte quanto successo e darmi, nella coppia, una nuova opportunità?

Per quanto doloroso , credo che sia l'unica cosa da fare e chiedersi onestamente cosa siamo in grado di fare è importante per capire se abbiamo le risorse per trasformare questa brutta  esperienza in un'opportunità di crescita ed evoluzione per la coppia.

Troppi di noi restano per anni ingabbiati nella dinamica vittima/carnefice senza dare a sé stessi l'opportunità di cambiare le cose con una sofferenza enorme che poi si trascina nel tempo.

Il mio consiglio, una volta elaborato il dolore a seguito di un episodio del genere (sia che siamo vittime sia che siamo carnefici), è mettere sul tavolo le carte e fare i conti con quanto siamo in grado di fare: potremmo scoprire un giorno che il tradimento ha salvato la nostra relazione.

Elena 


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Come porre fine ad una relazione che ci fa soffrire

Quante volte succede di trovarsi in una relazione che rende felici all'inizio ma che poi diventa un tormento e crea tanta sofferenza?

Incontro ogni giorno moltissime donne  che si trovano a soffrire così tanto in relazioni d'amore dalle quali fanno fatica ad uscire. Donne di ogni genere e con storie diversissime tra loro ma accomunate dalla stessa sofferenza.

All'inizio la relazione sembra bella ed appagante ,  poi però si trasforma lentamente in un inferno e la donna si trova ad un certo punto a fare e a subire situazioni frustranti senza capire come possa essere arrivata la sua storia a  tutto ciò.

In verità i segnali che qualcosa non andasse li abbiamo avuti tutti ma siamo state davvero molto brave ad ignorarli. Il bisogno di essere amati e realizzare il nostro progetto di relazione spesso annebbia la realtà facendoci non vedere, volutamente, cose che, all'inizio di una relazione, potrebbero essere corrette o non accettate, ma che quando le cose vanno avanti diventa molto più difficile modificare.

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Come migliorare la comunicazione all'interno di una coppia

Partiamo subito con il dire che comunicare oggi è una delle capacità più difficili da trovare negli altri e forse anche in noi stessi. Non c'è mai tempo per comunicare e tutto viene comunicato attraverso la tecnologia per cui si perde proprio la capacità di relazionarsi e  di stare su quello che l'altro mi sta comunicando con una conseguente perdita di capacità di ascolto molto preoccupante.

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Cosa fare per riconquistare l'amore dell'altro?

Quando mi chiedono “Cosa posso fare per riconquistare l’amore dell’altro”?, la mia risposta, senza alcuna pietà, è “NULLA, non puoi fare più nulla”.

Non è sempre vero naturalmente e non in tutti i casi ma, certamente, quando una relazione di anni finisce perchè il partner o la partner dichiara di non essere più innamorato, chi resta può fare ben poco. Spesso non serve più dimostrare l’amore nei confronti dell’altro o promettere di cambiare le cose perchè, se il partner è sincero nel dirci che non ci ama più, qualcosa è morto per sempre.

Dal mio punto di vista, possiamo fare molto per non smarrirci durante la relazione, prendendoci cura dell’altro, accettando il suo modo di essere, magari tanto diverso da noi. Lasciando uno spazio per il 50% dell’altro.

Lasciare uno spazio del 50% per l’altro, sembra una banalità ma non lo è. Le coppie che incontro e che sono in crisi, tentano per anni, durante la relazione, e con tutte le loro energie,di far cambiare l’altro; di farlo diventare quello che loro desiderano sia, dimenticando che, facendo così, l’altro tende ad evaporare. Se desidero occupare una relazione con tutto il mio 100%, non ci sarà più spazio per il 50% dell’altro. Ci sono poi buoni equilibri da 70% e 30% o anche meno 90% e 10%…..ma sono equlibri precari che possono rompersi da un momento all’altro. Per questo è bene trovare con l’altro un equilibrio al 50%, giorno per giorno ed è un lavoraccio!

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Prendersi un periodo di pausa......nella coppia!!

Quando arriviamo a prenderci un periodo di pausa purtroppo siamo già oltre.

Spesso ci prendiamo un periodo di pausa perchè siamo stanchi dell’altro, siamo logorati da mille tentativi andati a vuoto nel cercare di risanare un rapporto che all’inizio era perfetto. Cosa è successo dopo? Certamente non ha funzionato qualcosa o più semplicemente la vita: fatta di lavoro incerto, di bambini piccoli per casa, di difficoltà di ogni genere; si diventa degli ottimi genitori e si perde di vista completamente la coppia, quello che in verità ha messo in piedi tutto questo progetto.

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Il concetto di relazione come conto corrente emozionale.....mi ha cambiato la percezione

Ho letto un bellissimo libro qualche mese fa che ha letteralmente cambiato la mia percezione sul concetto della relazione. Le relazioni, il tema della mia vita, quello in cui, per anni , ho creduto di riuscire peggio. Ora che vivo di questo e mi riconosco una grande capacità nelle relazioni, forse la mia più grande (oltre a saper fare dei meravigliosi dolci) mi chiedo come ho fatto a mortificare di me una cosa così importante. Un mio punto di forza l’ho trasformato nel mio peggior difetto….sono stata ingiusta con me stessa, facendomi influenzare dal concetto che gli altri avevano di relazione: secondo il concetto altrui e forse quello più comune, io non ero abile!

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Dove non c'è amore.......quello non è più il mio posto!!!

Ho capito che dove non c'è amore non è più il mio posto!

L'ho capito di recente, forse proprio quest'estate dopo aver fatto un pieno di amore incredibile. Ci sono varie forme di amore, ognuna valida, ognuna giusta, ma non tutte adatte a noi! Quanti di noi sono cresciuti in famiglie anaffettive; non che non ci amassero, anzi, semplicemente non sapevano dimostrarlo.....non avevano gli strumenti (perchè avevano ricevuto un certo tipo di educazione) di dimostrarlo nel modo più semplice e diretto per un bambino.

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Come Mai Ci Capita Di Rimanere Delusi Dagli Altri? E Come Fare Perché Non Succeda Mai Più?

Quante volte ti succede di rimanere delusa da una persona?

Quante volte sei entusiasta all'inizio di un rapporto e poi, poco dopo, rimani così delusa da non voler più frequentare quella persona così  da stravolgere completamente la percezione che hai dell'altro, rispetto a come era  all'inizio del vostro rapporto?

Sei partita così entusiasta che non ti sembra vero che l'idea che hai dell'altro si sia modificata così tanto e a volte in così poco tempo.

E ti succede sempre, sistematicamente parti entusiasta e finisci per essere delusa.Quante volte ti succede di rimanere delusa da una persona?

Quante volte sei entusiasta all'inizio di un rapporto e poi, poco dopo, rimani così delusa da non voler più frequentare quella persona così  da stravolgere completamente la percezione che hai dell'altro, rispetto a come era  all'inizio del vostro rapporto?

Sei partita così entusiasta che non ti sembra vero che l'idea che hai dell'altro si sia modificata così tanto e a volte in così poco tempo.

E ti succede sempre, sistematicamente parti entusiasta e finisci per essere delusa.

La cosa più grave che possa succedere in questi casi è che non ci si accorga che il problema è il nostro e non degli altri. Si perché spesso accade per una vita intera di pensare che siano gli altri a deluderci e che tutti siano così, invece di capire che probabilmente siamo noi a dover rivedere qualcosa del nostro modo di fare.


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Cosa Fare Se La Tua Famiglia D'origine Non Ti Riconosce?........Accettare....Senza Accetta!!!

La famiglia rappresenta per tutti noi il nostro punto di partenza, il nostro primo via.

Le nostre origini, le nostre abitudini, le nostre credenze, la nostra provenienza e la nostra appartenenza......ma molto spesso le cose non vanno esattamente così.

Indubbiamente c'è a chi è andata meglio e chi è andata peggio.

C'è chi si sente profondamente radicato alla propria famiglia e, nonostante le tante difficoltà comunque , la propria famiglia è sempre un porto sicuro a cui tornare.

Quella certezza, quella presenza che, qualunque cosa accada è lì a sostenerti e ad incoraggiarti.

Ma spesso le cose non sono così. Spesso è proprio nella propria famiglia di origine che ci si sente più inadeguati che mai. Si comincia da bambini, quando i genitori (spesso senza alcuna consapevolezza) condizionano il figlio a diventare quello che non è. E il bambino, povera creatura, cosa può fare se non tutto quello che è in suo potere per farsi amare , accettare ed accogliere? Così diventa, in breve tempo, quello che gli altri desiderano.


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Come Posso Gestire La Mia Troppa Sensibilità?

Tante volte ho raccontato di aver scoperto da grande di essere un'ipersensibile.

Dopo una vita  di sofferenza vera ,in cui mi sono sentita "diversa" ed in cui ho tentato faticosamente di adattare la mia percezione a quella degli altri, per essere accettata, ho scoperto la mia diversità e me ne sono appropriata .

A testa alta oggi dico che sono un'ipersensibile e sento sinceramente  di avere qualcosa in più e non qualcosa in meno. Una percezione completamente diversa dal passato che ha cambiato completamente la mia vita.

Con cautela però perche è vero che abbiamo qualcosa in più ma solo nel momento in cui impariamo a gestire il qualcosa in meno.


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Donne Tanto Forti Perchè Infinitamente Fragili E Vulnerabili

Mi capita molto spesso di avere a che fare con donne che arrivano al mio studio distrutte e provate.

Da sempre conducono la loro vita affidandosi solo ed esclusivamente a loro stesse e ciclicamente si ritrovano a sentirsi deluse, frustrate per questo.

Pesa soprattutto quando i figli crescono e devono affrontare con fatica il giusto e sacrosanto processo di separazione da loro per farli crescere.

Mi dicono di essere stanche e di non poter contare sul loro compagno o compagna, di avere sempre provveduto loro alle esigenze della famiglia.

Questi poveri compagni contribuiscono come possono, non è facile aiutare una persona che ha deciso, chissà quanto tempo prima, di non farsi aiutare.

Eh si perchè la donna che fa tutto da sola, ormai da tantissimo tempo ,è abituata così e non dà accesso a nessuno e anche quando comincia una relazione nuova , non permette al nuovo partner di aiutarla, impostando la relazione con gli equilibri di sempre.

La donna forte non si fa aprire lo sportello, non si fa portare i sacchetti della spesa, provvede ai bisogni della famiglia sempre e comunque (dimenticando se stessa) e facendo sentire il partner sempre inadeguato perchè non abbastanza capace......quanto lei.


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Quale Amore È Giusto E Quale È Sbagliato?

Quando mi chiedono se un amore è giusto o sbagliato mi riesce sempre molto difficile rispondere.

Parto dal presupposto che un amore, se ci fa star bene, sia sempre giusto e, se ci fa star male sia sbagliato.

Considerazione elementare ma, nella realtà le cose non stanno sempre  così.

Una cosa che mi sorprende  è la capacità dell’essere umano di accontentarsi di una relazione infelice per moltissimi anni.

Ci sono coppie che non comunicano più da vent’anni e dividono la loro vita vita ogni giorno.

Ma che razza di vita è stare in una relazione in cui non si comunica più, in cui ci si sente infelici e trascurati, in cui ci si dimentica di come si è realmente e si diventa il prodotto di quella infelicità?


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Saper Mostrare La Propria Vulnerabilità.....È La Strada Per La Realizzazione!

E’ bellissmo come la vita metta ognuno di noi davanti a cose che non puoi più evitare o scansare, ti dice in modo chiaro che è arrivato il tempo di affrontarle a petto pieno. 

E finche non lo fai lei ti ripropone costantemente lo stesso tema.

 Tutto questo lo trovo straordinario.

 Ed è arrivato a me, qualche mese fa, un bellissimo libro che vi suggerisco di Brenè Brown, una ricercatrice americana che ha fatto uno studio molto approfondito sulla vulnerabilità, sulla capacità che abbiamo di manifestarla e sulla vergogna.  Il libro si intitola “osare in grande”.

 Cosa intendiamo innanzitutto per vulnerabilità? 

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"Maledetta" Cenerentola Ed Il Suo Principe Azzurro

Come definire un nuovo modello di riferimento da quello che ci è stato imposto dalla cultura

 Sono cresciuta in una famiglia tradizionale: padre che lavora e fa carriera e mamma che sta a casa ad occuparsi di figli e famiglia

Ho imparato presto che quello era un modello di riferimento a cui ispirarsi molto forte, nonostante i miei mi abbiano fatto studiare e mio padre, in particolare, mi abbia incoraggiato ad ottenere l’indipendenza economica.

Quindi da un lato osservavo questo modello (ed era quello più diffuso anche tra le famiglie delle mie amiche allora) dall’altro capivo che c’era qualcosa che non andava, che forse doveva essere migliorato. E nonostante questo ho fatto di tutto per uniformarmi a questo modello per molti anni della mia vita, anche se non mi apparteneva affatto.

Certamente ha influito  l’esempio dei miei genitori che  sono stati felici insieme.

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Come Procedono Le Vacanze??

Come procedono le tue vacanze?

Hai aspettato un anno intero ne è valsa la pena?

Io ho l'abitudine di lavorare moltissimo, qualcuno dice che sono malata per il mio lavoro, è vero, mi piace da morire quello che faccio, non posso negarlo e questo mi porta a dedicare al mio lavoro tanto del mio tempo. E quando sono stanca, durante l'anno,  pianifico vacanze da fare con la mia famiglia.

Ci penso un anno intero e organizzo con molto anticipo. La vacanza che amo di più, però, è quella che facevo  con mia figlia Camilla in montagna ogni anno, in Trentino. Sole solette io e lei, da sempre....finchè verrà.....  Quando facevamo  le nostre passeggiate in mezzo alla natura c'erano dei momenti in cui  mi dicevo che davvero valeva la pena lavorare un anno intero solo per quei momenti. Mi sarebbe piaciuto davvero congelare tutto e dire "Io Sto"!! Credo che molti genitori possano capire  e condividere quello che dico. 

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Come Trasformare La Sensibilità In Un Punto Di Forza

In questi giorni ho letto un libro bellissimo che si intitola “Le persone sensibili hanno una marcia in più” di Rolf Sellin psicoterapeuta e coach in PNL, un collega posso dire, anche se non sono una psicoterapeuta né un Coach. Ma mi sento una collega per due motivi molto importanti:

  • il primo è che anche lui come me e come moltissimi colleghi da una sua situazione di disagio personale, ha fatto un grande lavoro di studio su di se’ fino a scrivere questo bellissimo libro e sentirsi pronto per lavorare con le persone perpoterle aiutare a risolvere il disagio e la sofferenza.

  • il secondo è che non è rigido nel suo modo di lavorare ma che, a seconda delle esigenze della persona che ha di fronte, utilizza la psicoterapia o il coach cercando di raggiungere l’obiettivo del benessere.

Ho sentito in questo signore una vicinanza quasi fraterna. Ho capito molto bene cosa ha passato prima di poter capire che anche, come tanti di noi,  lui fa parte di un mondo che ha scoperto solo studiando: quello degli ipersensibili.

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Mia Madre Proprio Non Ha Saputo Amarmi...

Proprio qualche giorno fa mi trovavo di fronte ad una mia cliente che è cresciuta senza l'amore della sua mamma. Non perchè la mamma sia morta o perchè assente solo perchè la  non è stata in grado di manifestarle l'affetto che qualunque creatura merita. Non è riuscita a dimostrarle in nessun modo, anche  fisicamente, l'amore che certamente ha provato per lei.

Premesso che non c'è alcun giudizio in quello che scrivo nei confronti della mamme (sono mamma anche io) perchè sono convinta che ogni mamma provi per i suoi figli un amore talmente grande che non è in discussione; a volta però le mamme , non avendo ricevuto a loro volta, esempi di amore "affettuoso" sono totalmente incapaci nel dimostrarlo alle loro figlie.

Non conosco esattamente gli effetti che può provocare una tale mancanza in un figlio maschio perchè ho pochi clienti uomini che denunciano questa difficoltà. Forse gli uomini, che danno importanza a cose diverse, ne soffrono meno e non è oggetto di lavoro nei percorsi di counseling con loro. Potrei probabilmente  leggerne su qualche libro ma per me, che devo provare tutto (vivo costantemente la mia vita come in un laboratorio) non sarebbe la stessa cosa. 

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Le Radici Sono......Ovunque Tu Ti Senta A Casa!!

Quanto è importante conoscere le proprie radici?

E quanto è affascinante e, a volte doloroso, fare quel viaggio all'indietro che ci da modo di sapere tanto di noi?

A volte ci capita di non sentirci bene in famiglia, nel luogo che a noi dovrebbe essere più familiare al mondo e ci sentiamo in colpa per questo.

Voglio dirti che è una cosa non solo normale ma anche tanto diffusa e so bene quale dolore provochi.

Ma questo non vuol dire affatto che tu non abbia radici anzi...

Spesso penso alle mie radici alle radici della mia vita, della mia esistenza che per molto tempo non ho trovato. Non c’era mai un posto in cui sentirmi a casa, a cui appartenere.

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Scelgo Sempre Il Peggio Per Me!

Sono sempre stata una bambina molto sensibile ai limiti della patologia, direi e mi sono sempre sentita dire che avevo “le palle”; probabilmente, con il senno del poi, era un’esigenza del mio papà vedermi con le palle ed era allo stesso tempo una sua aspettativa.

Faceva fatica ad entrare in relazione con me…donna, l’ho capito da grande.

Beh quelle palle che mi sono sempre sentita dire di avere ad un certo punto ho creduto di averle davvero, ma non era così. Mi muovevo goffamente in un abito che non era il mio ostentando le famose “palle” che non avevo. Risultavo aggressiva senza motivo; non sapevo davvero cosa volesse dire avere le palle.

Mio padre era come me un uomo buono in un abito da "duro", ho imparato da lui ed anche lui era goffo e sofferente.

In realtà, se avessi potuto, se mi fosse stato permesso, avrei mostrato la mia estrema sensibilità che ritengo sia un grande punto di forza e di partenza e non di debolezza, come spesso ci hanno insegnato.

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