Ho Bisogno Di Aiuto Ma Non Riesco A Chiederlo

Quante volte ti è successo: essere in difficoltà e non sapere a chi chiedere aiuto o non sapere come chiedere aiuto.

La prima cosa che si fa è parlare con l'amica o con l'amico il quale, senza cattiveria, le prime volte ascolta con pazienza e  cerca di darti consigli perchè crede, in buona fede, che la soluzione sia quella che vede lui o lei. Ma la verità è che nessuno può consigliarti la strada giusta; solo tu puoi sapere quale sia la soluzione e nessuno può darti un consiglio in merito. Lo farebbe dal suo punto di vista, che non è il tuo.

Questo è il motivo per cui poi le chiacchierate con gli amici non funzionano e non ci aiutano a risolvere il problema perchè quello che ti ha suggerito lui non è esattamente quello che senti giusto per te e quindi o lo ascolti e goffamente fai quanto ti ha detto per poi accorgerti che non è la strada giusta oppure rimandi la soluzione. Spesso ripeti all'amico il solito problema e l'amico pazientemente ascolta sempre con la stessa soluzione. A volte gli amici si stancano di ascoltare e consigliare.

E così ti adatti a portare avanti una difficoltà o un problema pensando e sperando che prima o poi si risolva. Ti secca proprio dover chiedere aiuto e a chi? In realtà t stai sperando  che quella situazioni si risolva da sola ma non consideri che, non affrontandola, in qualche modo, il tuo corpo e la tua mente, continuano a pagare il peso di quel problema non affrontato.

E credimi siamo bravissimi a crearci una nuova immagine di noi stessi e a darci tante bellissime spiegazioni razionali pur di non affrontare la cosa.

Cosa ti spaventa all'idea di chiedere aiuto? Anche non far nulla comporta una responsabilità. Sai a cosa vai incontro non affrontando la tua difficoltà?  Forse non lo sai perchè se lo sapessi non avresti alcuna esitazione a chiedere aiuto ad un professionista che possa aiutarti a vedere la tua realtà da un altro punto di vista e a lasciare solo a te la soluzione. La soluzione c'è già ed è già nelle tue meni. Semplicemente quando sei coinvolto emotivamente non riesci a guardare con lucidità le cose.

Se hai bisogno di aiuto basta chiedere un incontro gratuito dal vivo o via skype

I motivi per cui la maggior parte di noi non chiede aiuto sono moltissimi: il primo è che viviamo in un paese in cui ancora aver bisogno di aiuto per affrontare un problema o un momento emotivo difficile vuole dire essere "pazzi". C'è ancora tanto questa cultura  nella nostra società addirittura nelle scuole elementari dove vado spesso a parlare di counseling ; quando chiedo "sapete che lavoro faccio?" mi dicono "Si tu curi le persone pazze". ed è sempre dura far capire loro che io mi occupo di persone sane, senza problemi psicologici (di competenza di altre figure professionali come lo psicologo o lo psicoterapeuta) ma che semplicemente affrontano difficoltà nella vita. Ed è sempre dura far capire loro che avere difficoltà nella vita è assolutamente normale e da persone "sane". La maggior parte di noi è meravigliosamente sana. L'ultima volta che sono andata in una scuola però uscendo uno dei bambini ha detto alla madre indicando me "Mamma vedi? quella signora cura le persone sane". Ed è stato straordinario!!

Vorrei far capire anche ai più piccoli che avere bisogno di aiuto nella vita è assolutamente normale ed attraversare dei momenti di difficoltà fa parte dell'evoluzione stessa dell'essere umano: non bisogna vergognarsi nel chiedere aiuto che il farlo è proprio dei coraggiosi e che prima si fa prima si evolve verso un nuovo stadio di benessere.

Sarà che io da piccola non ho avuto questa possibilità ma questo per me è forse il primo obiettivo nella mia vita personale e professionale. 

Quando un cliente mi chiama per la prima volta  so cosa vuol dire per lui quel primo contatto e so quanta fatica ha fatto per arrivare a chiamare. Probabilmente sono anni che cerca di chiedere aiuto e adesso ha deciso  e vuole farlo. Così incoraggio molto il primo incontro dove non c'è nessunissimo impegno. La prima cosa che deve accadere, durante quel primo incontro,  e che ci si piaccia e che lui senta di potersi fidare di me. Se questo non avviene deve sentirsi libero di andarsene senza alcun dubbio. E' lui o lei l'unica persona che può decidere se la persona che ha davanti è la persona a cui lui o lei vuole momentaneamente affidarsi. 

Ma tantissime persone si fermano prima di quel primo contatto: ogni giorno incontro moltissime persone che mi chiedono incuriosite del mio lavoro e qualcuno si avvicina a me nei posti più impensati con gli occhi lucidi ed il cuore pieno di sofferenza ed io dico "chiamami e vediamoci, il nostro primo incontro è gratuito e capiamo se il lavoro che faccio può essere adatto a te". Poi più nulla per sei, otto dieci mesi. Come mai mi chiedo la persona sceglie di rimandare? cos'è che ci rende difficile fare quel primo ma fondamentale passo per il nostro cambiamento?

La paura del nuovo? La paura di lasciare una condizione che conosciamo che, per quanto ci faccia soffrire, è pur sempre conosciuta e familiare, per una condizione che non conosciamo? La paura di imbattersi in un percorso in cui non avete il controllo della situazione e non  sapete quanto durerà o quanto costerà? La paura di diventare dipendenti di un'altra persona?
Tutto questo non è parte del Counseling, leggete informatevi, non smettete di cercare una soluzione a vostro  malessere, non vi rassegnate, non è quella la vita che siete obbligati a vivere per sempre.

Certo ci vuole impegno per cambiare ma anche per continuare a vivere così, non dirmi che è una passeggiata.

Io sono qui curiosa di conoscere la tua storia, di accogliere la tua sofferenza e dargli un senso e guardiamoci negli occhi......se decidi di non farlo è perchè hai scelto di rimanere in quella condizione. Non ci sono altre scuse no?