Saper Mostrare La Propria Vulnerabilità.....È La Strada Per La Realizzazione!

E’ bellissmo come la vita metta ognuno di noi davanti a cose che non puoi più evitare o scansare, ti dice in modo chiaro che è arrivato il tempo di affrontarle a petto pieno. 

E finche non lo fai lei ti ripropone costantemente lo stesso tema.

 Tutto questo lo trovo straordinario.

 Ed è arrivato a me, qualche mese fa, un bellissimo libro che vi suggerisco di Brenè Brown, una ricercatrice americana che ha fatto uno studio molto approfondito sulla vulnerabilità, sulla capacità che abbiamo di manifestarla e sulla vergogna.  Il libro si intitola “osare in grande”.

 Cosa intendiamo innanzitutto per vulnerabilità? 

Quell'incertezza , che accompagna ognuno di noi sin da bambini, data dalla paura di esporsi e di rischiare emotivamente. 

Chi di noi non ha avuto paura ad esporsi e a mostrarsi con tutte le sue fragilità? 

Chi di noi molte volte non ha fatto l'errore di adattarsi a quello che succede esternamente piuttosto che  mostrarsi , per paura di non essere accettato, compreso, accolto?

Penso che tanti di noi abbiano vissuto in questo modo e spesso in un ambiente che assolutamente non incoraggia la vulnerabilità. 

Anzi, in alcune culture è ancora oggi proprio "vietata": non è bene mostrarsi fragile, sensibile........il rischio è troppo alto.

Così molti di noi costruiscono una corazza che ci protegge dal mostrare la propria vulnerabilità e attraverso cui difficilmente diamo davvero accesso all'altro. E' un accesso parziale. 

Ogni volta che mostriamo di noi solo una parte, è ovvio che diamo accesso all'altro solo a quella parte di noi, non a tutto quello che siamo.

Finchè non arriviamo a dimenticare del tutto come siamo.

Sicuramente può funzionare come modalità , nel senso che ci protegge da tanti rischi.

La relazione è sempre un campo rischioso, in cui noi mettiamo in gioco i nostri sentimenti, in cui noi siamo fragli. Pensate alle relazioni d’amore, alle amicizie.

Relazioni dove, se ci proteggiamo, mettiamo in gioco solo una parte di noi pensando ingenuamente di proteggerci ; ma  nessuno di noi è purtroppo e per fortuna immune al rischio emotivo comunque.

Perché si anche se l'esposizione emotiva è rischiosa dal momento che  ci mette nella condizione di poter essere feriti e quindi soffrire, dall'altro lato  ci dà la possibilità di crescere ed evolverci come esseri umani; quindi davvero vogliamo evitarla al punto di diventare una persona diversa da quello che siamo?

Ovviamente capite bene anche quanto non solo, in questo modo, la relazione con l'altro ne risenta, perchè fortemente falsata, ma anche la nostra possibilità di esprimerci è fortemente limitata.

E mentre leggevo questo bellissimo libro, e facevo le mie molte riflessioni, si è presentata una cliente nel mio studio dichiarando un forte malessere. Uno stato d'animo spento, senza più l'energia che aveva fino a qualche mese prima ed un malessere che cominciava a manifestarsi anche nel fisico con un forte mal di schiena.

Si è rivolta a me dicendomi che si era resa conto  negli anni di aver costruito una corazza con la quale  ha impedito a molte persone,  che entrano in relazione con lei (è un' insegnante) ,di accedere al suo mondo. Lei stessa ha detto  che la corazza è stata utile e che  ha funzionato bene in questi molti anni nel proteggerla e nel farle ottenere tanti risultati nel lavoro.

Ma poi mi ha detto in lacrime "Questa corazza adesso mi pesa enormemente e soprattutto non corrisponde esattamente al mio modo di essere. Sento forte addosso il peso di qualcosa che non voglio più e che non mi serve, vorrei abbandonarla ad un angola della strada. Non sono nemmeno affezionata a lei perchè se da un lato mi è servita adesso mi pesa e basta, mi limita enormemente"

E' spaventata e triste. Spaventata perchè non sa assolutamente come mettere in atto questo cambiamento , che desidera ma che non conosce. Ha paura anche di perdere la sua identità, è stata in questo modo per così tanto tempo, che davvero non sa da dove iniziare e non sa come sarà dopo. Inoltre è triste perchè si rende conto di aver perso tante occasioni nella vita per la paura di rischiare. Ha passato gran parte della sua vita a proteggersi.

Quanta tenerezza vi assicuro per questa nuova consapevolezza che terrorizza ma che è il primo fondamentale passo per vivere se stessi al 100%.

E' bellissimo avere la forza di conoscersi a fondo e poter assecondare i cambiamenti che la vita ci pone;  lasciar fluire quello che accade e la direzione che ci viene indicata. 

Avere la capacità ed il coraggio di cogliere tutti i tanti segnali che la vita ci mette davanti per affrontare questioni non risolte. 

Pensate a tutte le volte che la vita ci propone sempre la stessa situazione e noi la evitiamo senza capire quello che c'è da capire.

Anna (la chiamiamo così ma non è il suo vero nome) ha saputo cogliere quei segnali e darsi la possibilità di una vita più  soddisfacente.

E così chiede aiuto

Adesso si sta sperimentando, come un bimbo che impara a camminare , in una modalità diversa che risponda maggiormente al suo modo di fare ed io la tengo per mano giusto il tempo che serve affinchèlei sia libera totalmente autonoma

Anche io, come sempre da tutte le esperienze con i miei clienti, porta a casa una bellissima riflessione su come costantemente ognuno di noi dovrebbe fare un po’ il punto della situazione su come si sta vivendo. Se quel modo di vivere corrisponde esattamente a quello che siamo diventati.

Si perché si cambia molto nella vita e le cose non restano le stesse, figuriamoci noi.

Se ce lo insegnassero da piccoli ad ascoltarci ed imparare a sentire, sarebbe fantastico.

Ma siamo ancora in una cultura orientata al pensare, al fare.

Eppure il nostro stato, d’animo parla moltissimo attraverso il nostro corpo su come vanno le cose.

Dovremmo imparare ad ascoltarci di più senza paura ma con la voglia di scoprire dove questa fantastica esperienza della vita vuole portarci.

Buon viaggio a tutti noi!