Quanto è difficile sapersi mettere in discussione - la mia storia

Spesso mi capita di entrare in relazione con persone che dichiarano di voler cambiare la loro vita perchè soffrono e, per questo motivo, di volersi guardare a fondo ma che poi, in realtà, resistono, e lo fanno in un modo molto tenero ed inconsapevole. Da una lato soffrono, stanno male e sentono che non possono far altro che mettersi in discussione, dall’altro resistono con tutte le loro forze senza rendersene conto per mantenere quell’equilibrio così “familiare” ma anche così doloroso. Stanno agendo una scelta : non mi muovo da qui!

Ho capito proprio sulla mia pelle tutto questo, negli ultimi tempi, quando credevo di aver rallentato il ritmo del mio viaggio di conoscenza. Dopo anni che lavoro con impegno e per scelta sulla mia crescita personale, come professionista si ma anche come persona (è una questione di coerenza per me) , senza paura, o almeno in questi anni ho fatto del mio meglio. Ed ero sicura di aver raggiunto un buon livello, fino a quando…..

Fino a quando non ho deciso di intraprendere un percorso di specializzazione sulle Persone Altamente Sensibili, cosa che mi riguarda e che mi interessa da anni. Ci sono ricerche interessantissime sul tema, così pensavo, guardando la cosa un pò dall’esterno, da professionista dell’aiuto.

Ma ci sono caduta dentro, questa è la bellissima verità che mi è capitata.

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Cosa fare per riconquistare l'amore dell'altro?

Quando mi chiedono “Cosa posso fare per riconquistare l’amore dell’altro”?, la mia risposta, senza alcuna pietà, è “NULLA, non puoi fare più nulla”.

Non è sempre vero naturalmente e non in tutti i casi ma, certamente, quando una relazione di anni finisce perchè il partner o la partner dichiara di non essere più innamorato, chi resta può fare ben poco. Spesso non serve più dimostrare l’amore nei confronti dell’altro o promettere di cambiare le cose perchè, se il partner è sincero nel dirci che non ci ama più, qualcosa è morto per sempre.

Dal mio punto di vista, possiamo fare molto per non smarrirci durante la relazione, prendendoci cura dell’altro, accettando il suo modo di essere, magari tanto diverso da noi. Lasciando uno spazio per il 50% dell’altro.

Lasciare uno spazio del 50% per l’altro, sembra una banalità ma non lo è. Le coppie che incontro e che sono in crisi, tentano per anni, durante la relazione, e con tutte le loro energie,di far cambiare l’altro; di farlo diventare quello che loro desiderano sia, dimenticando che, facendo così, l’altro tende ad evaporare. Se desidero occupare una relazione con tutto il mio 100%, non ci sarà più spazio per il 50% dell’altro. Ci sono poi buoni equilibri da 70% e 30% o anche meno 90% e 10%…..ma sono equlibri precari che possono rompersi da un momento all’altro. Per questo è bene trovare con l’altro un equilibrio al 50%, giorno per giorno ed è un lavoraccio!

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Donne Tanto Forti Perchè Infinitamente Fragili E Vulnerabili

Mi capita molto spesso di avere a che fare con donne che arrivano al mio studio distrutte e provate.

Da sempre conducono la loro vita affidandosi solo ed esclusivamente a loro stesse e ciclicamente si ritrovano a sentirsi deluse, frustrate per questo.

Pesa soprattutto quando i figli crescono e devono affrontare con fatica il giusto e sacrosanto processo di separazione da loro per farli crescere.

Mi dicono di essere stanche e di non poter contare sul loro compagno o compagna, di avere sempre provveduto loro alle esigenze della famiglia.

Questi poveri compagni contribuiscono come possono, non è facile aiutare una persona che ha deciso, chissà quanto tempo prima, di non farsi aiutare.

Eh si perchè la donna che fa tutto da sola, ormai da tantissimo tempo ,è abituata così e non dà accesso a nessuno e anche quando comincia una relazione nuova , non permette al nuovo partner di aiutarla, impostando la relazione con gli equilibri di sempre.

La donna forte non si fa aprire lo sportello, non si fa portare i sacchetti della spesa, provvede ai bisogni della famiglia sempre e comunque (dimenticando se stessa) e facendo sentire il partner sempre inadeguato perchè non abbastanza capace......quanto lei.


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4 Suggerimenti Pratici Per Migliorare La Percezione Del Tuo Corpo!

E come ogni anno si presenta una situazione che potrebbe essere banale ma che per moltissime persone non lo è apparentemente : la prova costume!!

Non tutti si sentono a proprio agio nel mostrare il proprio corpo e questo provoca delle vere e proprie ansie, che causano talvolta l’evitamento di incontri, opportunità e molto altro.

Parliamo quindi di percezione del proprio corpo e di come un vissuto negativo con essa può creare molti problemi già da quando siamo giovanissimi.

La percezione del proprio corpo non è altro che una rappresentazione mentale di esso, tutta nostra, molto soggettiva. Infatti nella maggior parte dei casi, la nostra rappresentazione non corrisponde affatto a quello che è la rappresentazione reale, a quello che, in poche parole, viene percepito dall’esterno.

Quindi io posso sentirmi molto  grassa  e non esserlo. Ma essere così convinta di quello che  vedo di me che niente e nessuno può convincermi del contrario.

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Qual'è La Tua Esperienza Con L'ansia?

Uomini e donne ne soffrono nella stessa misura, già.....è una di quelle cose che coinvolge i due stessi in egual misura. Pare che dieci milioni di italiani soffrano di ansia. Quello che cambia è il modo in cui lo esprimiamo: le donne più frequentemente con attacchi di ansia fino all'attacco di panico vero e proprio, l'uomo maschera di più riversando sul corpo questo disturbo: gastrite, colite, insonnia, malattie della pelle. 

Non si può certo generalizzare ma la tendenza è questa. Il motivo è solo ed esclusivamente culturale: gli uomini, meno delle donne, possono esprimere le proprie emozioni, in particolar modo la paura e l'ansia. E' ancora così, vi assicuro, le cose sono cambiate si dai tempi dei nostri genitori ma non così tanto, rispetto a questi temi.

Chi nasce poi da una  madre ansiosa  vive già dalle sue prime ore di vita una costante sensazione di pericolo che lo abitua a questa sensazione che poi, dopo la nascita, si protrae all'infinito: attento, è pericoloso, non toccare lì...etc etc.

Un continuo messaggio di pericolo e di poca fiducia nelle risorse dell'altro. In realtà la mamma crede eccome nelle risorse del proprio figlio ma vive lei stessa il mondo come pericoloso e si sente continuamente minacciata. Trasmette al figlio lo stesso messaggio credendo, assolutamente in buona fede, che sia il modo migliore di proteggerlo; facendo percepire a lui o a lei la stessa possibilità di pericolo del Mondo.


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