Cosa è importante saper fare in caso di tradimento

Ogni volta che ho a che fare con una coppia che si rivolge a me dopo un tradimento, verifico immediatamente che in quella coppia, dal momento del tradimento,  c'è un tradito (vittima) ed un traditore (carnefice).

Non so come mai ma subito dopo un tradimento, all'interno di una coppia, scatta immediatamente questa dinamica vittima carnefice. E questo avvenimento (del tradimento) annulla "magicamente" tutto quello che è successo prima: rancori, litigi, urla, rabbia, delusioni...etc... per stabilire un nuovo equilibrio: vittima/ carnefice.

Così la coppia è fatta di due elementi di cui: uno che subisce ed uno (bastardo) che tradisce. E posso assicurarvi che questa nuova dinamica dolorosissima nella coppia può mantenersi per anni , senza, ovviamente, portare ad alcun superamento della cosa.

Ci si dimentica spesso che il tradimento, nella maggior parte dei casi, è una naturale conseguenza di una crisi esistente nella coppia, in cui entrambi hanno le loro responsabilità. A parte casi di traditori o traditrici seriali, arrivare al tradimento vuol dire soffrire da tempo in una relazione che non soddisfa più. E in una crisi di coppia ,ogni componente,  ha una responsabilità identica del 50%.

Quindi l'avvenimento del tradimento da parte di uno, viene visto non come l'occasione per guardarsi finalmente in faccia e capire cosa non va più e cosa si può fare, ma l'occasione per acquisire questi due nuovi ruoli (vittima e carnefice) dolorosissimi. Si perché sia la vittima che il carnefice soffrono enormemente; soffre il carnefice con grandi sensi di colpa, il quale si sente responsabile di questa tragedia (ricordo che non è così perché la coppia era già in crisi), soffre la vittima perché si sente tradita (dimenticando che forse da molto tempo la sua relazione era in crisi e che non stava facendo nulla per recuperarla).

Non voglio dire che tradire sia giusto, ma forse ad un certo punto  fisiologico si dopo anni di disattenzione. E non voglio credere che ci siano vittime: tutti siamo responsabili di una crisi di coppia; troppo facile uscirne come vittime, troppo facile.

Sarebbe stato meglio non arrivare al tradimento, sono d'accordo, ma una volta che è successo, è bene fare i conti con questo e, a mio avviso, farsi due fondamentali domane:

- Quanto sono in grado di uscire da questo ruolo di vittima o carnefice e prendermi tutte le mie responsabilità per aver trascurato troppo a lungo questa relazione?

- Quanto, una volta fatto questo, sono in grado di mettere da parte quanto successo e darmi, nella coppia, una nuova opportunità?

Per quanto doloroso , credo che sia l'unica cosa da fare e chiedersi onestamente cosa siamo in grado di fare è importante per capire se abbiamo le risorse per trasformare questa brutta  esperienza in un'opportunità di crescita ed evoluzione per la coppia.

Troppi di noi restano per anni ingabbiati nella dinamica vittima/carnefice senza dare a sé stessi l'opportunità di cambiare le cose con una sofferenza enorme che poi si trascina nel tempo.

Il mio consiglio, una volta elaborato il dolore a seguito di un episodio del genere (sia che siamo vittime sia che siamo carnefici), è mettere sul tavolo le carte e fare i conti con quanto siamo in grado di fare: potremmo scoprire un giorno che il tradimento ha salvato la nostra relazione.

Elena 


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Ho letto un bellissimo libro qualche mese fa che ha letteralmente cambiato la mia percezione sul concetto della relazione. Le relazioni, il tema della mia vita, quello in cui, per anni , ho creduto di riuscire peggio. Ora che vivo di questo e mi riconosco una grande capacità nelle relazioni, forse la mia più grande (oltre a saper fare dei meravigliosi dolci) mi chiedo come ho fatto a mortificare di me una cosa così importante. Un mio punto di forza l’ho trasformato nel mio peggior difetto….sono stata ingiusta con me stessa, facendomi influenzare dal concetto che gli altri avevano di relazione: secondo il concetto altrui e forse quello più comune, io non ero abile!

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