Scelgo sempre il peggio per me!

Sono sempre stata una bambina molto sensibile ai limiti della patologia, direi e mi sono sempre sentita dire che avevo “le palle”; probabilmente, con il senno del poi, era un’esigenza del mio papà vedermi con le palle ed era allo stesso tempo una sua aspettativa.

Faceva fatica ad entrare in relazione con me…donna, l’ho capito da grande.

Beh quelle palle che mi sono sempre sentita dire di avere ad un certo punto ho creduto di averle davvero, ma non era così. Mi muovevo goffamente in un abito che non era il mio ostentando le famose “palle” che non avevo. Risultavo aggressiva senza motivo; non sapevo davvero cosa volesse dire avere le palle.

Mio padre era come me un uomo buono in un abito da "duro", ho imparato da lui ed anche lui era goffo e sofferente.

In realtà, se avessi potuto, se mi fosse stato permesso, avrei mostrato la mia estrema sensibilità che ritengo sia un grande punto di forza e di partenza e non di debolezza, come spesso ci hanno insegnato.

Avrei forse fatto l’artista (da piccola sognavo di fare l’orafa) e avrei pianto per ogni cosa emozionante (come faccio adesso spesso) senza vergognarmi e senza sentirmi un pò matta.

E invece ho indossato il famoso ruolo della “donna con palle” facendo dei disastri terribili a chi mi stava accanto ma soprattutto a me stessa. Ho scelto molto male le persone a cui affidare me stessa ed ho scelto molto male il modo di relazionarmi a loro; ho sbagliato tanto!!

Che bello è sbagliare, ti dà sempre la possibilità di imparare qualcosa di nuovo!

La cosa difficile è rialzarsi dallo sbaglio perchè il risultato che ottenevo era dolore e tantissima sofferenza; Dio quanto mi sono sentita ferita e ammaccata…..ma chissà quanto, allo stesso tempo,  ho ferito io senza accorgermene.

Mi capita ancora di scegliere il peggio per me. Sia chiaro, non intendo dire che c’è un peggio o un meglio al mondo ma c’è certamente un peggio e un meglio per noi; quello che ci fa stare bene, che ci consente di sentirci a casa e di essere felici è il meglio per noi senza alcun dubbio; quello che invece ci provoca disagio, sofferenza, malessere direi che è il peggio.

Il problema è che, se siamo abituati al peggio da sempre, ricadremo nello scegliere il peggio…..è un meccanismo automatico.

Non basta dire voglio il meglio per me! Bisogna conoscere cosa è meglio per noi e come possiamo ottenerlo.

A volte non sappiamo nemmeno quello che vogliamo figuriamoci cercarlo nel Mondo!

E’ difficile disabituarci al peggio e spesso ricadiamo in una vecchia familiare ed automatica modalità.

A me succeede  ancora, sempre meno ma succeede e quando succeede sono davvero incazzata, non ci sono altri termini per spiegare il mio risentimento.  Ma ho imparato a perdonarmi e spostare la mia attenzione su quello che di meglio ho scelto per me ed è la maggior parte della mia vita.

Impegno ed amore per sè questo fa la differenza.

Non sai quanto io capisca il tuo ritornare sempre negli stessi errori ma siamo esseri umani e c’è sempre un motivo per cui questo accade.

Sei pronto a perdonarti?

Spero davvero di si, io ci sono anche solo per un abbraccio!

Elena