Come è facile cadere nella trappola del giudizio!!

Se c’è una cosa che proprio mi fa arrabbiare al punto di trovarmi a discutere anche con persone che conosco poco è quando sento esprimere giudizi su altre persone con una leggerezza disarmante.

Ognuno di noi cade in questa trappola : giudicare il comportamento dell’altro giungendo a facili e banali conclusioni.

Se ti  soffermi un attimo ad ascoltare le conversazioni degli altri al bar o sotto l’ombrellone al mare, nella maggior parte dei casi la gente sta parlando di altri, non presenti e a volte con molta superficialità e cattiveria dicendo spesso cosa avrebbe fatto o non fatto al suo posto.

Si la cattiveria è una cosa a cui non mi sono ancora abituata.

Anche in quelle occasioni mi verrebbe voglia di intervenire, di dire la mia, di  dire “Guarda che le cose non stanno sempre così”; a volte lo faccio ed è una cosa che imbarazza molto I miei familiari ma lo faccio con la speranza e la “presunzione”  di far fare un passo in avanti a chi parla.

Ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora che se ognuno di noi impiegasse lo stesso tempo che impiega a giudicare gli altri, a migliorare se stesso, questo sarebbe un mondo fantastico.

Il giudizio è proprio la strada più facile e più svilente che ci sia, una trappola in cui ognuno di noi è caduto almeno una volta nella vita.

Ma se riuscissimo a non cadere in questa tentazione e a fare un passo indietro avremmo davvero la possibilità di fare un grande passo avanti.

Fare un passo indietro per cercare di, prima di sentenziare senza ritorno e senza appello, metterci nei panni dell’altro e chiederci cosa avrei fatto al suo posto?

Se riuscissimo a fare questo penso davvero che impareremmo che le cose non sono sempre come le vediamo noi e che la nostra percezione è solo nostra.

Ci sono esperienze nella vita che, solo se provate purtroppo, possiamo dire di conoscere a fondo e la sofferenza che provocano.

Pensa alla morte o alla malattia di un genitore; se hai fatto questa esperienza sai di cosa sto parlando.

Quante volte persone che non hanno fatto la stessa esperienza ti dicono, mentre affronti il tuo dolore,  cosa dovresti fare o come affrontare questa situazione? E le parole che ti vengono dette le senti totalmente inopportune perchè dette, e lo senti, da una persona che non sa lontanamente di cosa stia parlando. Sbaglio?

E’ un’esperienza che abbiamo fatto in molti la conosco anche io mi chiedo: perchè la persona prima di dire la sua, senza riflettere non ha fatto uno sforzo per mettersi nei miei panni e provare a sentire come posso sentirmi in quella situazione?

Sarebbe stato doloroso si e  avrebbe sentito cosa sento; certamente avrebbe cambiato il suo punto di vista e non avrebbe probabilmente usato quelle stesse parole ma un atteggiamento più empatico, meno giudicante, più tollerante.

Questo è il mondo che sogno, forse perchè quando ero piccola i giudizi mi hanno ferita.

Oggi penso che chi giudica perda la grande opportunità di evolvere se stesso e di vedere la realtà da un altro punto di vista.

Nel mio lavoro non giudico mai e imparo ogni giorno moltissimo dai miei clienti.

Non è sempre è facile ti assicuro soprattutto  di fronte ai miei ragazzi adolescenti con i quali a volte  fingo di non scandalizzarmi ma dentro di me ho un sussulto che faccio molta attenzione non si percepisca dal mio non verbale.

In altri casi invece mi trovo di fronte a storie e a dolori che non ho mai provato e mi sento tanto limitata.

A chi combatte per una malattia, a chi perde un figlio….ci sono cose nella vita che davvero per quanto si voglia essere empatici non possiamo nemmeno lontanamente immaginare cosa vogliano dire se non le viviamo.

Agli allievi della mia scuola con grande modestia cerco di trasmettere questo, innanzitutto per la loro vita personale, e poi naturalmente come futuri counselor.

Se solo avessimo quella capacità di fare un passo indietro e metterci nei panni dell’altro, anche solo per un attimo, potremmo sentire il dolore, la difficoltà, la sofferenza dell’altro e allora certamente non avremmo voglia di giudicare proprio un bel niente.

Possiamo fare molto per imparare, iniziamo dal famoso passo indietro che dici?

Il resto va da sè a patto che tu lo voglia.