Donne tanto forti perchè infinitamente fragili e vulnerabili

Mi capita molto spesso di avere a che fare con donne che arrivano al mio studio distrutte e provate.

Da sempre conducono la loro vita affidandosi solo ed esclusivamente a loro stesse e ciclicamente si ritrovano a sentirsi deluse, frustrate per questo.

Pesa soprattutto quando i figli crescono e devono affrontare con fatica il giusto e sacrosanto processo di separazione da loro per farli crescere.

Mi dicono di essere stanche e di non poter contare sul loro compagno o compagna, di avere sempre provveduto loro alle esigenze della famiglia.

Questi poveri compagni contribuiscono come possono, non è facile aiutare una persona che ha deciso, chissà quanto tempo prima, di non farsi aiutare.

Eh si perchè la donna che fa tutto da sola, ormai da tantissimo tempo ,è abituata così e non dà accesso a nessuno e anche quando comincia una relazione nuova , non permette al nuovo partner di aiutarla, impostando la relazione con gli equilibri di sempre.

La donna forte non si fa aprire lo sportello, non si fa portare i sacchetti della spesa, provvede ai bisogni della famiglia sempre e comunque (dimenticando se stessa) e facendo sentire il partner sempre inadeguato perchè non abbastanza capace......quanto lei.

Questo genera frustrazione nella donna che si sente non compresa e nel compagno che si sente costantemente non all'altezza, come se quello che fa non fosse mai abbastanza.

Sono le donne del "faccio io che faccio meglio o faccio prima",  donne apparentemente indipendenti e forti che sembra abbiano tutto sotto controllo ma che dietro a quella forza apparente nascondono una grande fragilità.

Sicuramente efficienti e pratiche ma prive di amore di cui hanno un gran bisogno.

Paradossalmente sono in assoluto le donne più fragili e sensibili che io conosca e che celano una grande ferita. Hanno imparato, forse molto tempo, fa che questo modo di fare le avrebbe protette maggiormente e così utilizzano questa modalità senza accorgersene.

Ma protette da cosa?

Si tratta spesso di bambine che hanno sentito inadeguato il sostegno della madre o hanno preso le distanze dalla figura materna perchè sottomessa "ai loro occhi" al padre da cui dipendevano anche economicamente. Per questo motivo,  investono tutta la loro vita a diventare completamente diverse dalle loro madri. Quasi avessero pensato "beh se diventare donna vuol dire questo io sarò diversa". La loro energia più grande viene spesa nel dimostrare a sé stesse quanto siano diverse dalla loro madre. Dichiarano addirittura di essere preoccupate di assomigliare fisicamente alla loro mamma.

Spesso non si accorgono  che ormai sono "fuori pericolo", che non c'è più la possibilità di assomigliare alla propria madre e che possono riposare, magari cominciando ad esprimere una parte di loro fatta di sensibilità e bisogno di amore senza rischiare nulla.

Si perchè  hanno creduto, per  una vita intera,  che mostrarsi fragili fosse rischioso, pericoloso; che potesse intaccare la loro indipendenza. In queste donne non esistono vie di mezzo.

Il lavoro del Counselor è proprio quello di far sperimentare loro "le vie di mezzo", sostenendole. Nel momento in cui vivono "la  via di mezzo", esprimendo maggiormente loro stesse  comprendono che i pericoli che temevano, non ci sono più; ecco che abbandonano quel modo di fare imparando a chiedere aiuto e ad esprimere i loro bisogni.

In altri casi, altrettanto frequenti, si tratta di donne che adottano questo modo di fare per evitare il rischio del "no", del rifiuto.  Donne che hanno avuto un padre distante e poco affettuoso fisicamente. Un padre che, a causa dell'educazione ricevuta  (e di padri così noi della vecchia generazione ne abbiamo avuti tanti) non sapeva esprimere le proprie emozioni e quindi era in grande difficoltà nella relazione con la figlia femmina, alla quale non faceva mancare nulla di materiale ma dove  affettivamente era impacciato.

Assolutamente comprensibile per molti motivi ma la bambina di allora,  di fronte a questa difficoltà del padre,  potrebbe essersi sentita rifiutata o inadeguata. Non aveva allora gli strumenti per capire che era una difficoltà del padre. Ha pensato invece che fosse una sua inadeguatezza e così, quasi automaticamente ha creduto che, "facendo da sola" , il rischio del rifiuto, del no...... fosse minore.

Per questo motivo si struttura come una donna indipendente anche affettivamente. Ma non è così. Una donna che apparentemente non ha bisogno di nulla, che sa fare tutto da sola e che riesce in tutto. Ed è il motivo frequente per cui nessuno delle persone che le sta accanto le chiede " Come stai?"

Lei non da mai la sensazione di avere bisogno di qualcosa. Tanto "lei è forte, ce la fa sempre". Ma il bisogno di amore di queste donne è enorme e rimane inascoltato per sempre generando sofferenza e frustrazione.

Anche in questo caso il Counselor può aiutare la persona, sostenendola, a dare maggiore ascolto al proprio bisogno di amore, a non negarlo più. Può aiutarla nell'imparare ad esprimere maggiormente i suoi bisogni e a sperimentarsi nel chiedere agli altri. A fare i conti con le risposte degli altri che a volte sono positive e a volte no. A prendere le distanze emotive con un eventuale no. A far capire che la persona di oggi non è la bambina di allora e che, di fronte ad un no, ha risorse diverse ed è in grado di affrontarlo in un altro modo.

Non è vero che l'aiuto ricevuto perchè lo abbiamo chiesto ha un valore diverso dall'aiuto che arriva spontaneamente. Voi non sapete quanto è difficile aiutare una persona che mostra di non aver bisogno di aiuto. Quanto è difficile accedere a voi.

Apriamo questa porta con coraggio , con i vostri tempi, ma rispettando la vostra natura.

Io ci sono, con tutto il mio amore per Voi, Elena 

Sabato 18 Marzo evento gratuito a Roma dalle 17.30 alle 19.00

Donne tanto forti perchè infinitamente fragili e vulnerabili