Cosa fare se la tua famiglia d'origine non ti riconosce?........accettare....senza accetta!!!

La famiglia rappresenta per tutti noi il nostro punto di partenza, il nostro primo via.

Le nostre origini, le nostre abitudini, le nostre credenze, la nostra provenienza e la nostra appartenenza......ma molto spesso le cose non vanno esattamente così.

Indubbiamente c'è a chi è andata meglio e chi è andata peggio.

C'è chi si sente profondamente radicato alla propria famiglia e, nonostante le tante difficoltà comunque , la propria famiglia è sempre un porto sicuro a cui tornare.

Quella certezza, quella presenza che, qualunque cosa accada è lì a sostenerti e ad incoraggiarti.

Ma spesso le cose non sono così. Spesso è proprio nella propria famiglia di origine che ci si sente più inadeguati che mai. Si comincia da bambini, quando i genitori (spesso senza alcuna consapevolezza) condizionano il figlio a diventare quello che non è. E il bambino, povera creatura, cosa può fare se non tutto quello che è in suo potere per farsi amare , accettare ed accogliere? Così diventa, in breve tempo, quello che gli altri desiderano.

Dimenticandosi per sempre di sé stesso.

Da adulto poi questa abitudine resta e la sensazione di sentirsi inadeguati permane perché ormai, quasi automaticamente, impariamo  a mostrarci, non per quello che siamo, ma per quello che crediamo di essere  da quando siamo bambini, qualunque modo esso sia perché è  stato il modo più efficace per essere amati ed accettati nella mia famiglia di origine e credo, inconsapevolmente, di dover essere la stessa persona all'esterno, da grande, per ottenere lo stesso risultato.

Ed è forte la dissonanza tra quello che siamo e quello che diventiamo per essere approvati. Qualcosa accade dentro di noi, un disagio insopportabile ma così familiare maledizione, che non riusciamo però a riconoscere. Non sappiamo bene di cosa si tratti.

La maggior parte di noi si abitua a questo disagio, pochi vogliono capire cosa c'è che non va, portando avanti esistenze di compromessi.

Ma chi viene da me per porre fine a questo disagio, appare distrutto e confuso ed ha il terrore che le cose possano cambiare; che cambiando lei o lui tutto cambi e che nessuno più gli voglia bene, compresa la famiglia di origine, dove ancora, con un'ostinazione direi seriale, si cerca di far capire loro che siamo diversi da quello che loro ci hanno fatto credere per anni.

Ho imparato presto  che le famiglie di origine sono le ultime realtà ad accettare i nostri cambiamenti, che spesso non  faranno mai, rassegniamoci. Ho capito che nelle famiglie a volte non si riesce ad accettare quel cambiamento perché il ruolo che è stato assegnato ad un componente  serve per mantenere un certo equilibrio, intoccabile, e non c'è verso di far vedere che tutto è cambiato, accettiamolo con un sorriso.

Senza ostinazione perché, anche se è vero che forse in famiglia quel cambiamento che stiamo attuando non viene percepito, all'esterno non è così e le cose cambiano velocemente e quindi mettiamo da parte quel dispiacere di non essere riconosciuti, va bene anche così

Alla fine di tutto quel riconoscere noi stessi ed essere fedeli alla nostra natura lo si fa per noi, per i nostri figli, per la nostra vita, affinché migliori e non ci dia più sofferenze.

Non c'è cosa più bella e soddisfacente di vivere la propria natura al 100% costi quel che costi. A volte bisogna fare un lavoro difficile e doloroso per  abbandonare quel ruolo assegnatoci a cui eravamo tanto affezionati che ci faceva ottenere amore in famiglia per capire chi siamo. E anche se  le famiglie  non sempre accettano il nostro cambiamento non importa, noi siamo altro.

E lo sappiamo bene perché fuori da quell'ambiente ci riconosciamo perfettamente 

Io mantengo un ruolo da rompi balle da quando sono nata e, nonostante le cose siano cambiate molto (posso dire di essere una persona completamente nuova),  non c'è verso, non riesco a togliermi quel ruolo che avevo da bambina: la figlia, sorella, cugina, nipote problematica.

Mi si descrive ancora come ero 30 anni fa ed io ora non mi arrabbio più, ascolto e sorrido e penso che forse serve che io  mantenga quel ruolo, serve per gli equilibri interni, ogni famiglia  ha il suo e va benissimo così ma  quando esco e chiudo quella porta volo leggera verso la mia natura in ogni cosa che faccio ogni giorno.

Auguro a te la stessa leggerezza perché è davvero bellissima!!

Con tutto il mio Amore, Elena