Quanto è difficile sapersi mettere in discussione - la mia storia

Spesso mi capita di entrare in relazione con persone che dichiarano di voler cambiare la loro vita perchè soffrono e, per questo motivo, di volersi guardare a fondo ma che poi, in realtà, resistono, e lo fanno in un modo molto tenero ed inconsapevole. Da una lato soffrono, stanno male e sentono che non possono far altro che mettersi in discussione, dall’altro resistono con tutte le loro forze senza rendersene conto per mantenere quell’equilibrio così “familiare” ma anche così doloroso. Stanno agendo una scelta : non mi muovo da qui!

Ho capito proprio sulla mia pelle tutto questo, negli ultimi tempi, quando credevo di aver rallentato il ritmo del mio viaggio di conoscenza. Dopo anni che lavoro con impegno e per scelta sulla mia crescita personale, come professionista si ma anche come persona (è una questione di coerenza per me) , senza paura, o almeno in questi anni ho fatto del mio meglio. Ed ero sicura di aver raggiunto un buon livello, fino a quando…..

Fino a quando non ho deciso di intraprendere un percorso di specializzazione sulle Persone Altamente Sensibili, cosa che mi riguarda e che mi interessa da anni. Ci sono ricerche interessantissime sul tema, così pensavo, guardando la cosa un pò dall’esterno, da professionista dell’aiuto.

Ma ci sono caduta dentro, questa è la bellissima verità che mi è capitata.

In questi due mesi ho dovuto prepararmi con impegno per un esame che terrò a breve , in inglese.

Nel fare questo percorso di preparazione, attraverso lo studio, ho avuto proprio l’immagine di me che scavava con una pala a due mani dentro di sè con forza.

Ho capito con dolore, ma anche con compassione, il motivo di tanti atteggiamenti avuti negli anni, di tante posizioni assunte per proteggermi, di quanta ricerca di equilibrio fatta per stare in piedi in un mondo che spesso ho trovato così diverso da me. Ho provato pena, dolore, compassione, amore; ho capito perchè.

Ogni tanto ho avuto bisogno di fermarmi, di prendermi qualche giorno di riposo, era tanto troppo doloroso vedermi con quella pala, da sola, a scavare con determinazione ma anche fatica. Mi guardavo con amore dall’esterno, forse come si fa con i propri figli; sapevo che era giusto che lei (io) facesse quel lavoro di scavo ma sapevo anche di non poter fare nulla per aiutarla, solo esserci e dirle “Prenditi il tuo tempo, arriverai fino in fondo, è quello che vuoi, ma non avere fretta, rispettati come hai imparato a fare in questi anni e come dici di fare a chi si affida a te”.

Ora so che, se vogliamo, non si finisce mai di mettersi in discussione perchè la vita è sempre un’occasione di guardare le cose da nuove prospettive. Possiamo chiudere gli occhi e girarci dall’altra parte o tenere lo sguardo fisso e le spalle larghe, sta a noi decidere quale direzione prendere.

Certo non è facile ma a volte è la vita stessa che ci indica la direzione e mi chiedo ci sono altre possibilità? Quando le cose tornano, e tornano e tornano ancora nella nostra vita, e sono cose che ci fanno soffrire, ci sarà forse qualcosa da guardare in modo nuovo, o no?

Manca poco alla fine del mio percorso. Mi ci dedico ogni sera un paio di ore, con calma, ho bisogno di far sedimentare le cose proprio come in un percorso di aiuto, uno dei tanti che propongo ai miei clienti. So anche che la vita mi ha portato a questo e che certamente avrò uno nuovo compito a breve: quello di occuparmi di persone altamente sensibili con competenze ed una consapevolezza, passate attraverso me, che mai avrei creduto di poter acquisire.

E’ diverso imparare passando dentro alle esperienze piuttosto che un’acquisizione “sterile” di competenze. Rispondere ad una “vocazione”, passare attraverso la verità, applicarla alle nostre vite di tutti i giorni, mettere tutto questo al servizio degli altri, credo che sia il modo più efficace per dare un nostro significato a quello che facciamo

Sono un pò stanca, mai avrei creduto che fosse così difficile ma ho capito immediatamente, appena iniziato questo percorso, che le cose dovevano andare così e che non c’erano vie alternative. Mi sono fidata di me, dell’Universo (in cui ho tanta fiducia) e della vita.

Buon viaggio ad ognuno di noi, qualunque sia la direzione.

Se ci affidiamo, la vita ci porta esattamente dove dobbiamo andare