Come "sopravvivere" alla perdita di un padre - oggi festa del papà

Ho perso mio padre 14 anni fa, avevo 33 anni ed ero appena diventata mamma.

E tre giorni prima di perdere mio padre, ho perso il lavoro; ho pensato bene di non dirlo al mio papà, sarebbe andato via triste e preoccupato. E invece è andato via si dispiaciuto, perchè avremmo avuto ancora molto tempo per stare insieme, per vedere crescere i due nipoti appena nati, ma credendo che io fossi serena. Era contento di vedermi sposata e con una bella bambina di nome Camilla, quella che avevo sempre desiderato. Non sapeva e certamente oggi sa, cosa la vita mi avrebbe riservato da lì a poco.

E’ andato via il 17 gennaio di un giorno di sole splendido ed ha lasciato il mio più grande vuoto, un buco enorme dentro di me che nessuno potrà più colmare. In verità poi, dopo la sua morte, mio padre mi ha inviato un meraviglioso marito (il secondo) che ha colmato molto quella mancanza, ed uno splendido suocero che amo e stimo come un padre. Credo che mi siano stati inviati due uomini importanti per sostenermi, ho sempre voluto credere questo; il suo modo di esserci ed aiutarmi.

D’altra parte il mio papà è stato un personaggio con troppa personalità, il mio faro nel bene e nel male, non poteva lasciare quello spazio vuoto nella mia vita.

La mia prima esperienza con la morte e la malattia è stata proprio con quella di mio padre, sono stata fortunata considerando che avevo già 33 anni; c’è tanta gente che deve fare i conti con questa perdita molto prima.

I primi giorni dopo la sua morte, ho fatto davvero fatica a realizzare che non lo avrei più visto: ricordo che piangevo e chiedevo: ma quando torna?. Ho fatto fatica a capire che non sarebbe tornato che lo avrei rivisto, se decido di credere in questo, un giorno, finito il mio viaggio.

Ma è stata dura in questi anni proseguire la strada senza di lui; mi sono sentita persa molte volte, senza radici, a dovermi adattare ad un nuovo equilibrio a me piuttosto estraneo. Oggi dico che ho fatto un buon lavoro ne sono soddisfatta, ma sono consapevole di aver acquisito una nuova versione di me con un “buco” che resterà per sempre, una nuova forma di vita, diversa da prima.

Sono diventata lentamente il padre di me stessa interiorizzando il suo esempio.

Mi sono data il tempo di soffrire fino in fondo senza sconti; dal mio punto di vista l’elaborazione di un lutto richiede tempo e pazienza e richiede la nostra disponibilità ad andare fino in fondo; le scorciatoie secondo me sono tentativi superficiali che non portano ad un’elaborazione vera. Ed una volta passata questa fase ho spostato la mia attenzione sul fatto di aver avuto un grande padre, con tutti i suoi difetti, e questo per me rappresenta il più grande patrimonio.

Oggi cammino fiera e forse sono un pò “un personaggio” esasperando spesso i valori di mio padre, per tenerlo in vita probabilmente, per onorarlo o forse perchè il suo esempio mi ha davvero delineato la strada da percorrere. Non ho mai dubbi su cosa è giusto fare, so che dentro di me ho le risorse per capirlo ed i miei valori sono ben saldi.

E poi ho accettato con amore che mio padre fosse un essere umano e che tante, tantissime volte ha sbagliato, proprio come tutti noi. Però ricordo, il giorno del suo funerale, la chiesa piena di gente venuta anche da molto lontano che aveva viaggiato di notte. E questo per un figlio ha un significato importante!

Credo che la morte di un genitore ci cambi per sempre e, se siamo stati fortunati, possiamo coltivare con amore , per il resto della nostra vita, il tesoro di insegnamenti ed esempi lasciati e diventare genitori di noi stessi, magari con più amore ancora. Elaborare una tale perdita ci permette di salire ad uno step successivo della vita, di acquisire una nuova versione di noi, certamente meno spensierata , ma anche più consapevole e grata. Perchè ogni fase del nostro viaggio richiede un’evoluzione di noi stessi, non sempre facile ma necessaria. Proprio come in un video gioco.

Mi piace pensare mio padre proprio dietro di me oggi mentre scrivo questo articolo e festeggio la festa del papà.

Ciao Maurizio, ci rivedremo un giorno!