C'è sempre qualcuno che ne sa più di me......come eliminare il Guru di turno!!!

E' comune la tendenza di attribuire ad altri maggiori competenze, maggiore fascino, maggiori capacità.

Iniziamo molto presto, già da bambini e poi da adolescenti, a vedere nell'altro qualcosa che noi non abbiamo e che l'altro molto stesso spesso non si riconosce nemmeno lui.

E poi continuiamo crescendo a credere poco in noi e a credere di più nelle capacità dell'altro.

Crediamo, ingenuamente, che senza l'altro non potremmo raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati. Che senza il sostegno, l'appoggio , la presenza dell'altro, quello che tanto desideriamo sia impossibile da raggiungere.

Niente è più sbagliato di questo.

Intanto iniziamo col dire che può succedere nel corso della vita, in momenti particolarmente difficili per noi, in cui ci sentiamo più fragili, di sentire il bisogno di appoggiarci ad altri. Questo è assolutamente normale e fisiologico.

Ma quando, la nostra tendenza, è, quasi inconsapevolmente ed automaticamente, ritrovarci sempre ad attribuire a qualcuno diverso da noi competenze e capacità, questo dimostra una scarsa sicurezza in noi e crea inevitabilmente una dipendenza. 

Io penso di non essere sufficientemente capace e riconosco nell'altro le capacità che io non penso di avere. In questo modo la realizzazione di un mio obiettivo dipende dall'altro. e questo comporta molte conseguenze spesso poco simpatiche.

Quello che non va fatto, dal mio punto di vista, è proprio abituarsi alla presenza di qualcun altro che ci sostiene: che sia un compagno, un socio, un amico.......noi esistiamo indipendentemente da chi c'è accanto. Ci siamo e punto.

Ma questa abitudine è molto diffusa: si impara da piccoli, purtroppo a credere poco in sé e a credere di più negli altri. E ci sia abitua subito. Si smette di usare una parte del proprio cervello, proprio come se quella parte di noi non l'avessimo.

Se io ho ricevuto il  messaggio dai miei genitori che sono poco intelligente crederò di essere poco intelligente per sempre. Smetterò quindi di utilizzare la mia intelligenza e mi affiderò a quella di qualcun altro. Quando mi si richiede di usare la mia intelligenza io automaticamente e senza alcuna consapevolezza mi dico di non averla e quindi non provo nemmeno a metterla in campo. Mi affido a quella di qualcun altro.

E' tutto così automatico che nemmeno ci faccio caso.

Io per anni, quando ero bambina, ho pensato che lo sport non facesse parte della mia vita perché mi si diceva a casa che non ero portata. Poi con gli anni ho voluto sperimentarmi. Non ho mai raggiunto risultati agonistici ( e sinceramente non mi interessa) ma oggi lo sport fa talmente parte della mia vita al punto che non potrei più privarmene.

Invece di allenare quella parte di noi  e farla crescere rinunciamo.....pensiamo che l'altro sia più capace e così ci ritiriamo nel nostro angolo.

Affidiamo al "Guru" di turno competenze che non crediamo di avere e quindi automaticamente una parte della nostra realizzazione di pende dall'altro.

Ma ci sono due cose di questa storia che non mi  piacciono: una è che dipendere dall'altro ci mette in una condizione precaria: e se l'altro si svegliasse una mattina senza volerti più sostenere? dove finirebbero tutti i tuoi progetti di realizzazione?

L'altra è che non allenando una parte di noi non sappiamo davvero se siamo capaci o meno in quel campo ed è un vero peccato.

Molte persone della mia generazione, ad esempio,  si definiscono non creative perché fino ad una generazione fa, la creatività non era una cosa  molto incoraggiata in famiglia. Diciamo che, per gli standard di allora, con la creatività non ci si mangiava, così molti genitori non ritenevano importante coltivarla........non quanto lo studio destinato alll'acquisizone del posto fisso.

In realtà queste persone non sanno davvero se sono creative o no, semplicemente è una parte di loro che credono di non avere e così non la esercitano mai. Ai tempi di oggi invece, con la crisi che viviamo da anni, è proprio il rispolverare quella caratteristica che credevamo inesistente che ci ha salvato. Se a scuola, quando ero bambina, mi avessero formato ad esprimere la mia creatività, avrei scoperto di esserlo moltissimo già da adolescente.

Per questo è bene conoscersi a fondo, al di là di quello che ci hanno fatto credere da bambini, per dare spazio a sé stessi e non dipendere da nessuno

Ma sei davvero sicuro di non avere quelle competenze che tanto ammiri nel tuo Guru? hai mai provato a mettere in campo? Potresti scoprire, credimi che sia addirittura più bravo del tuo guru stesso.....è questa sarebbe davvero una bella scoperta.

Certo adesso non mi credi ma finché non provi........... chi ti dice che non è così? 

Dal mio punto di vista è una di quelle scoperto che nella vita vanno fatte, così per togliersi ogni dubbio. Io ho passato una vita ad affidare ad altri magiche competenze e a ritrovarmi periodicamente a terra e a dover ricominciare. Così ho provato a conoscermi meglio e a volermi sperimentare per capire, una volta per tutte, dover avrei avuto bisogno di sostegno e dove invece potevo essere autosufficiente. Ho scoperto tante cose di me.

So bene dove riesco e dove no e, senza alcuna frustrazione, dove non arrivo mi affido ma non del tutto....voglio sempre capirne un pò in modo che io possa imparare qualcosa di nuovo e se servisse, mi metto in campo.

Troppe volte vedo persone affidare il loro futuro, i loro desideri, la loro realizzazione ad altri. Altri che spesso, intercettano questa debolezza e se ne approfittano.

Ma non sarebbe meglio proprio da oggi, si da oggi, partire da noi stessi e capire cosa c'è dentro di noi di utilizzabile da subito?

Potresti scoprire, mentre scopri di non essere capace in tante cose, di essere straordinario in molte altre.

La strada verso la tua  libertà e la realizzazione è sempre dietro l'angolo molto più di quanto tu creda...