Come Allenare La Resilienza In Tempi Di Crisi

La resilienza non è altro che la capacità dell'essere umano di adattarsi ai cambiamenti e non abbattersi di fronte alle difficoltà in modo da non perdere di vista il perseguimento di un obiettivo.

Una risorsa innata dell'essere umano così indispensabile ai nostri tempi che si sta lentamente perdendo. Partiamo infatti dal dire che la resilienza è davvero una risorsa innata e non un'eccezione come invece sembrerebbe oggi. La specie umana deve proprio la sua evoluzione alla resilienza.

Oggi invece assistiamo ad indebolimento feroce di tale capacità a causa di molti fattori. Alcune ricerche hanno dimostrato che proprio il benessere prolungato delle ultime generazioni ha disallenato via via  nell'essere umano la capacità di adattarsi alle sfide della vita. Pensate ai nostri nonni e a quello che hanno dovuto affrontare per superare il periodo del dopo guerra. Sono ripartiti con niente ed hanno ricostruito un paese. Avremmo noi oggi tale capacità? E l'avrebbero i nostri figli?

Ma cosa  influisce quotidianamente sull'indebolimento della resilienza? Sicuramente il messaggio costante che viene dato da anni sul fatto che l'uomo è fragile e che deve ricorrere continuamente ad un sostegno eterno. Spostando dunque il proprio punto di riferimento su risorse esterne invece che interne. Certamente, in tempi di consumismo, ci ha reso consumatori molto fragili e questo è stato un vantaggio per l'economia ma ci ha reso anche meno critici e molto deboli. Esaudire un bisogno subito, nell'istante esatto in cui si presenta è la tendenza di oggi. 

Pensate anche come la tecnologia abbia influenzato tutto questo, da un lato migliorando le comunicazioni e facilitandole dall'altra indebolendo la capacità di percepire le relazioni per quello che sono realmente. alla capacità che abbiamo oggi di spostare nel tempo la gratificazione di un bisogno, praticamente pari a zero. Prendiamo la tecnologia e pensiamo con quale disinvoltura oggi inviamo messaggi a chiunque ed in qualunque momento aspettandoci che l'altro risponda immediatamente. Sinceramente come viviamo il fatto che l'altro non risponda subito? Cosa dice il nostro dialogo interiore su un comportamento del genere?

Il nostro cervello ha perso l'abitudine di aspettare, di accettare  il dolore ed il disagio, di posticipare la soddisfazione di un bisogno. Oggi bisogna ottenere tutto e subito. Anche se nell'attesa, come era una volta, stava proprio la possibilità di allenare questa preziosa capacità. 

La buona notizia, però, come ho detto prima, è che questa capacità si può allenare e a mio avviso, oggi più che mai è bene rimmetterla in funzione per bene e farne uno dei nostri punti di forza più grandi.

Quando abbiamo iniziato a fare i primi conti con la crisi pensavamo e speravamo che sarebbe finita presto. Dopo circa dieci anni abbiamo capito che questo periodo di crisi è permanente perché il mondo intero è cambiato e che le cose non torneranno mai più come prima.

Per questo motivo prima facciamo i conti con questi cambiamenti adattandoci attivamente,  prima troviamo le risorse per far fronte a tutto ciò e prima cominciamo a vivere nuovamente.

Non c'è modo di cambiare le cose: l'accettazione attiva di ciò che accade ti permette di trovare soluzioni diverse, conoscendo a fondo le tue risorse. Risorse che forse non hai mai sviluppato e che sono lì pronte a salvarti. Quando accetti che le cose vadano come devono andare (perchè dobbiamo smettere di vivere l'illusione di avere tutto sotto controllo)  fai spazio alla possibilità di nuovi percorsi.

Ci sono molte cose che potresti fare da subito per riallineare la tua resilienza : fissare un obiettivo da raggiungere, immaginare gli step da fare per ottenere quello che vuoi, mettere da parte le aspettative temporali per il raggiungimento (che sono sempre più corte della realtà), rivedere periodicamente il tuo piano e, se necessario, aggiustarlo e fare esperienza dai fallimenti e da quello che, secondo te, non è andato come volevi. 

In questi ultimi 8 anni ho dovuto esercitare molto la resilienza avendo scelto di cambiare attività da un giorno all'altro a 41 anni e avendo scelto un compagno che, più di me, ha perseguito con molta forza il suo obiettivo professionale; non posso dirti che sia stato facile, anzi forse è stata una delle cose più difficili della mia vita, ma in assoluto quello che mi ha insegnato di più in tutta la mia vita.

Ho imparato che i grandi progetti richiedono tempo e molto studio, aggiornamento costante ed una messa in discussione periodica , dolorosa ma intensa. E che tutto questo va fatto ogni giorno e per sempre. Però ho scoperto e scopro ogni giorno cose nuove e bellissime che non avrei mai conosciuto prima. Oggi sono contenta di quello che sono e soprattutto so che sono in mani sicure, le mie.

Lavorare sulla resilienza si può, un passo alla volta, senza paura.

Nel mio studio lavoro con ragazzi, spesso alienati dalla tecnologia che li rende costantemente distratti dalla realtà, in un mondo virtuale fatto di illusioni e finzione. O con adulti che hanno perso le forze, perché educati al posto fisso e poi smarriti in questo mondo del lavoro continuamente in subbuglio.

Insieme ritroviamo le forze per affrontare il mondo ed i suoi cambiamenti. E insieme impariamo ad accettare attivamente questi cambiamenti come una bella opportunità di apprendimento.

Un pò come si faceva una volta.