Come mai ho deciso di diventare un Counselor

Era il lontano 2008, da anni svolgevo una bellissima attività in cui però potevo esprimere solo una parte di me, quella più ambiziosa ed aggressiva, disposta a tutto pur di arrivare all'obiettivo, fatta di tecniche commerciali al limite della manipolazione, in cui infatti riuscivo a metà. Qualcosa era davvero troppo lontano dal mio modo di essere per cui arrivavo fino a dove potevo, facendo conto con i miei valori, con risultati buoni ma non eccellenti.

Non riuscivo proprio a fare quel passaggio necessario per ottenere il massimo, mi costava davvero troppo, avrei dovuto stravolgere molto il mio modo di essere, cosa che facevo già frequentando un ambiente lontano dal mio mondo.

La mia crisi personale (l'ennesima direi), e la crisi economica hanno fatto il resto. A volte le cose brutte anticipano bellissimi cambiamenti, se solo imparassimo ad ascoltare e a fidarci. Così a 36 anni ero nella mia ennesima crisi personale sposata e con una figlia, mi chiedevo se davvero quella vita fosse la mia. Sentivo di aver reso felici un sacco di persone realizzando quanto avevo realizzato, ma non lo ero io e soprattutto a 36 anni non sapevo chi ero e cosa volessi davvero. Erano passati troppi anni senza chiedermelo, non me lo ricordavo proprio più.

Poi è morto Ercole, un mio caro amico con cui negli ultimi mesi non parlavo più a causa di una discussione (che iodioti siamo stati), in tre giorni se n'è andato. Sono stata per tre giorni all'ospedale ad aspettare che se ne andasse, con la consapevolezza che non avrei mai più potuto recuperare quello che era andato. Quando è morto mi sono chiesta, forse per la prima volta, cosa volessi davvero dalla mia vita, lo dovevo a me e ad Ercole, era arrivato il momento di vivere a modo mio qualunque cosa volesse dire.

Avevo fatto tanto lavoro su me stessa, la mia laurea in psicologia non era sufficiente, volevo che qualcuno mi prendesse a calci nel sedere facendomi assumere le mie responsabilità. Basta nascondersi dietro all'incapacità dei miei genitori di capirmi e volermi bene (cosa tra l'altro assolutamente non vera); era diventata la mia scusa per non realizzarmi. E invece no, ero pronta a guardare in faccia la verità e a cambiare le cose. Qualunque nostra sofferenza del passato, qualunque essa sia (adesso lo so bene), può essere stravolta da noi stessi orientandoci così ad un destino ben diverso da quello a cui crediamo di essere programmati.

Ho iniziato un mio percorso di Counseling, doloroso ma necessario. Non avevo più scuse! se volevo cambiare potevo farlo. Certo non è sempre facile stravolgere l'idea che abbiamo di noi; richiede fiducia e capacità di mettere da parte il dolore, saper accettare e perdonare per voltare pagina una volta per tutte.

Nulla ci è precluso davvero nulla. Siamo condizionati si da tante cose ma se ci facciamo aiutare a guardare tutto questo dall'esterno, a mettere da parte il dolore, siamo anche finalmente liberi di sperimentarci in un nuovo modo e cambiare le cose. Le cose cambiano davvero quando noi decidiamo di cambiarle. E non è una frase motivazionale che dico con leggerezza. E' quello che ho vissuto personalmente e che vivono tutte le persone che si rivolgono a me, da sempre.

Dopo aver fatto quel lavoro le cose sono cambiate senza che io me ne accorgessi molto: ho lasciato l'attività su cui avevo investito tanto senza rimpianti ed ho messo tutta l'energia che avevo nel Counseling di cui mi ero innamorata, nella mia scuola di formazione, nel lavoro con le aziende. Ho deciso di mettere al servizio degli altri la cosa che so fare meglio: la relazione. Senza nessuna falsa modestia, è la cosa che certamente mi riesce meglio. E faccio solo quello oggi ogni giorno e per lavoro. Wow! tutto questo è fantastico.

Se devo dirvi la verità non ci sono cose che non mi piace fare del mio lavoro, sicuramente è un'attività molto impegnativa e che richiede un aggiornamento costante su sè stessi e su nuove metodologie. Ma amo studiare e non mi pesa. E amo anche studiare me stessa nella sua continua evoluzione. Credo davvero che non potrei fare nient'altro al mondo.

Trovare la strada per esprimere sè stessi nel modo a noi più naturale, nella professione e nella nostra vita personale ci consente di fluire senza sforzi. 

Per anni mi sono sentita una bambina non amata, poi una donna insoddisfatta e sempre incazzata. Oggi sono serena e mi sento amatissima da un sacco di persone e credetemi è una sensazione che cambia profondamente la percezione di noi.

Sono sicura che questa fosse la mia strada e c'è ancora tanto da scrivere.