Come mai ho deciso di diventare un Counselor

Era il lontano 2008, da anni svolgevo una bellissima attività in cui però potevo esprimere solo una parte di me, quella più ambiziosa ed aggressiva, disposta a tutto pur di arrivare all'obiettivo, fatta di tecniche commerciali al limite della manipolazione, in cui infatti riuscivo a metà. Qualcosa era davvero troppo lontano dal mio modo di essere per cui arrivavo fino a dove potevo, facendo conto con i miei valori, con risultati buoni ma non eccellenti.

Non riuscivo proprio a fare quel passaggio necessario per ottenere il massimo, mi costava davvero troppo, avrei dovuto stravolgere molto il mio modo di essere, cosa che facevo già frequentando un ambiente lontano dal mio mondo.

La mia crisi personale (l'ennesima direi), e la crisi economica hanno fatto il resto. A volte le cose brutte anticipano bellissimi cambiamenti, se solo imparassimo ad ascoltare e a fidarci. Così a 36 anni ero nella mia ennesima crisi personale sposata e con una figlia, mi chiedevo se davvero quella vita fosse la mia. Sentivo di aver reso felici un sacco di persone realizzando quanto avevo realizzato, ma non lo ero io e soprattutto a 36 anni non sapevo chi ero e cosa volessi davvero. Erano passati troppi anni senza chiedermelo, non me lo ricordavo proprio più.

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Come Iniziare Una Nuova Professione E Gestire La Paura

Quando ho deciso di inziare questa professione “sconosciuta” del Counselor ricordo che dovevo spiegare cosa fosse….mi capita anche adesso ogni tanto, meno di allora  ma capita.

Erano solo pochi  anni fa e mi sembra che siano passati 20 anni.

Ero fortemente motivata ed entusiasta, ero sicura di aver trovato la mia strada , lo sentivo profondamente, ma ricordo le reazioni di molti.

Alcuni reagivano entuisiasti restituendo entusiasmo al mio, incoraggiandomi a buttarmi e mi dicevano se non lo fai adesso quando lo fai?

Ma la  maggior parte delle persone invece mi guardava esterrefatto, con poco entusiasmo e non faceva altro che terrorizzarmi dicendomi che sarebbe stata una follia e che avrei pagato a caro prezzo.

Devo dire sono state di più le persone a scoraggiarmi che a incoraggiarmi.

Ricordo che ripetevano con pronuncia sbagliata il termine Counselor….quasi disprezzandolo.

Quanta ignoranza mi dicevo, per paura.

Allora, nel mio caso, l’alternativa era continuare un lavoro che non mipiaceva completamente e che stava attraversando un periodo di crisi , come tutto in quel momento ed oggi.

Per la maggior parte delle persone avrei dovuto accontentarmi di un ‘incertezza minore piuttosto che provare per una volta a fare quello che sentivo dal profondo del mio cuore……un’incertezza maggiore, secondo loro..

E mi trasmettevano una paura che io avevo già , ovviamente, e che spesso ho ancora anche se le cose hanno preso la giusta piega. 

La paura, un’alleata così familiare nelle nostre vite chespesso ci fa ignorare e ci impedisce di esplorare cose nuove con entusiasmo e curiosità.

Ci impedisce di ascoltarci e seguire noi stessi.

Iniziare una strada sconosciuta certamente mi spaventava e mi spaventa anche oggi perché nonostante le cose stiano andando nella direzione sperata non ho mai la sensazione che tutto vada bene. E non voglio averla.

C’è sempre da fare qualcosa di più, un’idea nuova da avere, migliorare se stessi, imparare, scoprire………

Ma non è  questo  il bello di tutto ciò?

 

Non avere mai la sensazione di avercela fatta è proprio quello che ti fa fare sempre meglio e sempre in scoperta ed in sperimentazione.

Riflettevo in questi giorni  a quanto già da piccolissimi siamo formati a non avere quella curiosità che ti spinge ad esplorare, a milgiorare la tua vita. Ci insegnano bene ad avere paura. Impariamo presto ad accontentarci

E così anche  siamo bravissimi ad insitillare questa paura negli altri, nel fermarli di fronte all’entusiasmo di un nuovo progetto. Paura che loro provano già, che senso ha incoraggiarla. Lo scopo è quello di scoraggiarli?

Questo avviene anche con i ragazzi al giorno d’oggi. Nonostante la crisi che c’è e con la quale dobbiamo fare i conti, i genitori di oggi spesso incoraggiano i propri figli ad intraprendere strade più sicure.

A mettere da parte un loro sogno per inseguire una strada più rassicurante. Che poi vorrei sapere qual è al giorno d’oggi?

Cosa ci garantisce che un lavoro oggi sia più sicuro di altri?

Per questo dico sempre che la crisi è una grande opportunità per fare i conti con se stessi e chiedersi davvero e finalmente cosa vogliamo fare senza ulteriori perdite di tempo.

La paura è quella in cui spesso siamo cresciuti per cui è difficlie abbandonarla nel buttarti in un nuovo progetto. La paura dell’incerto è emotiva non razionale.

Non basta sapere, a livello razionale che oggi nulla è sicuro, la paura è lì, più profonda che ti accompagna ogni giorno.

E se da un lato può essere lo stimolo continuo per fare meglio dall’altro può stancare fisicamente.

Io ho imparato in questi anni a tenerla a bada e quando si fa sentire le do un bel calcio nel culo.

Perché è lei che per anni mi ha fatto rinunciare alla possibilità di seguire la mia strada adattandomi a situazioni lavorative e ad ambienti che non so nemmeno come io abbia potuto accettare.

La riconosco (la paura) ma la tengo a bada mettendo in atto tutte quelle azioni che mi portano ad uscirne. Creo un nuovo evento, do spazio ad una nuova idea……costruisco una passo per volta.

La paura fa parte della nostra cultura, della nostra natura di esseri umani e spesso ci accompagna nelle nostre giornate.

Non dico che sia un male ma imparare a gestirla e non farsi bloccare è importante soprattutto quando si cominciano nuove attività lavorative e si tende a pensare che i risultati debbano arrivare all’istante.

Dobbiamo impegnarci e sperimentare ed imparare a leggere, almeno inizialmente, prima di risultati tangibili,  i segnali positivi.

All’inizio è solo un insieme di segnali positivi che ci fa dire che la strada potrebbe essere giusta.

C’è gente che vive tutta la sua vita nella paura. Per cui quello che voglio dirti è rispettala ma non farti schiacciare, ne va della tua felicità e della tua salute psichica.

Vuoi sapere qual è lo scopo della tua vita?

Scoprilo.

Io ti abbraccio e ti penso durante il tuo percorso.

Non è stato facile ma lo rifarei mille volte e sai perché? Perché ogni giorno vivo nella certezza che c’ ancora molto da scoprire ed è un gran  bel modo per non morire!

Se desideri cambiare lavoro o lo stai già facendo ma la paura rischia di farti predere di vista l’obiettivo da raggiungere, possiamo lavorare insieme su questo.


Contattami! Possiamo lavorare insieme sia dal vivo a Roma oppure on line! Scegli la modalità che preferisci!



Piacere Di Conoscerti, Sono Un Counselor!!

Si è parlato moltissimo di Counselor in questi giorni e finalmente!!

Lo sì e fatto a causa di una sentenza del T.A.R. che dà ragione all'albo degli psicologi su una questione a mio avviso importante ma marginale . Se n'è parlato così tanto che mi sono giunti messaggi di "amici" preoccupati per la mia professione.

A proposito di questa sentenza voglio dedicare poco tempo, non perchè non sia interessante ma perchè realmente non sappiamo ancora come finirà visto che Assocounseling farà ricorso ed ho imparato che in Italia spesso è tutto il contrario di tutto.

Vi riporto solo un interessantissimo articolo scritto d Rolando Ciofi psicologo da trent'anni e Counselor e fondatore del MoPi:

http://rolandociofi.blogspot.it/2015/11/cnop-1-assocounseling-0-sentenza-tar.html

Per quanto mi riguarda non è cambiato nulla, assisto sorpresa e delusa a questa battaglia che toglie solo molte energie a chi le fa. Una battaglia, solo italiana annunciata certo ma  che deve ancora completarsi, stiamo a vedere. Cosa cambia per me? Assolutamente nulla.

Oggi come tutti gli altri giorni mi dirigo verso il mio studio (studio associato di psicoterapeuti, psichiatri e piscoanalisti) in cui sono molto amata e considerata con il mio ruolo, molto ben definito e chiaro di Counselor a fare le mie sessioni, con la stessa passione e onestà.

Ai miei clienti  tutti spiego molto bene durante la prima sessione cosa è il Counseling e spiego altrettanto bene le differenze con la psicologia o la psicoterapia in modo che non ci sia alcun dubbio. Sono così chiara che ad ogni mio cliente faccio firmare un contratto in cui questo è ribadito e sottolineato!! Non lascio spazio alle incertezze, al non detto  a maggior ragione perchè ho una laurea in Psicologia e non vorrei mai questo confondesse le idee.

Quando mi sono laureata 20 anni fa ho scelto molto consapevolmente di non fare la psicologa perchè non era ciò che volevo e altrettanto consapevolmente, dopo un mio percorso di Counseling con cui ho davvero e finalmente preso in mano la mia vita , ho deciso a 36 anni di lasciare tutto e inziare a fare questa professione.

Conosco bene le differenze tra fare lo psicologo e fare il Counselor e lo sanno bene anche i miei clienti . Io a differenza di altri professionisti sono tenuta ad un aggiornamento professionale costante anche molto impegnativo.

Io mi muovo così, con estrema determinazione e chiarezza. Il mio cliente sa esattamente cosa sta facendo e sa  esattamente che tipo di relazione andiamo ad instaurare. Mi chiedo se è così per tutte le categorie di professionisti che operano nella relazione di aiuto. Conosco bene questo ambiente e quanti sciacalli vestiti da maghi approfittino della condizione di bisogno di molte persone. E fanno schifo anche a me! Non credo però che dipenda dall'iscrizione ad un albo o meno.

Mi preoccuperei di più di verificare il modo in cui operano le persone, se rispettano il proprio ambito di competenze (questa è la cosa più importante) o se scimmiottano competenze che non hanno. Credo che questo valga per tutte le categorie: Counselor, Coach, Costellatori Familiari, Operatori di Reiki e tutto ciò che gira intorno.

Spero che non sia la paura a muovere questi accanimenti, perchè il Counseling, sono anni che lo dico, va da solo......cresce, cresce, cresce..........vogliamo capirne di più e sederci ad un tavolo per definire  meglio il chi fa cosa? E boicottare poi chi non sta nel proprio ambito di competenze, questo si è giusto perchè no? Nel mio studio funziona così con tanta voglia di imparare l'uno dall'altro .

Molto molto spesso succede che sia  io ad indirizzare alcuni miei contatti che si rivolgono a me per fare Counseling ai miei vicini di stanza Psicoterapeuti, perchè non idonei al Counseling, quindi di cosa stiamo parlando?  Sono per la libertà, per lasciare scegliere alle persone in maniera consapevole la strada più adatta a loro.

Facciamo un passo avanti e non un indietro, è così nel resto del Mondo da anni.


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